Visto l'argomento, molti si sarebbero aspettati, almeno in apertura, qualche canzone famosa didascalica con l’oggetto della serie. Ma vi ritrovate questo pezzo che Celentano presentò ormai 40 anni fa, nel 1969 insieme al film “Serafino”. La storia di Serafino (e quindi la trama del film) è raccontata proprio nel testo della canzone, che qui di seguito propongo.
E così la seconda storia che vi voglio raccontare, è quella del pastore Serafino!
Al mondo antico, chiuso nel suo cuore, la gente del duemila ormai non crede più!
Con le pecore e un cane fedele, tre amici sempre pronti, nei pascoli sui monti, a una spanna dal "regno dei cieli" viveva felice così!
Oh Serafino... difendi, difendi la tua libertà! La libertà!
Quel giovane pastore piaceva alle ragazze perché negli occhi aveva avventura!
E quando prese in pugno la fortuna e un gruzzolo di soldi per caso ereditò
si fece una grande festa da fare girar la testa!
Scoppiarono i mortaretti, si fecero dei banchetti!
Per tutti ci fu un sorriso, che giorni di paradiso per il pastore ricco Serafino!
Regalò qualche cosa agli amici, che gioia nel paese per quelle pazze spese.
Uno scialle, una radio, un coltello e una macchina rossa per se!
Oh Serafino... le donne, le donne ti dicono di sì. Beato te! Lui spinge la macchina che in un burrone va e scoppierà!
Dopo i giorni dell'allegria amaro resta il vino... si trova in tribunale Serafino!
I suoi nemici per prendere i suoi soldi lo fan passar per matto e lui che fa?
Si riprende le pecore e il cane, gli amici sempre pronti e torna là sui monti, nella casa più grande del mondo che soffitto e pareti non ha!
Oh Serafino... difendi, difendi la tua libertà! La libertà!
Ti voglio bene pastore Serafino! Un uomo con il cuore da bambino!
E libero come aria purissima del mattino per vivere là sui monti, ritorna Serafino!
Io nel 1969 non c'ero, però il profetico Celentano nella storia di Serafino tratta argomenti che sono ancora attuali, anche nei suoi discorsi: l’amore per la natura, la modernità e l’uso dello sviluppo in rapporto all’uomo e l’amore (in senso lato).
Tra gli altri anche il rapporto sempre più stretto che l'uomo ha con il denaro ed i beni materiali, spesso oggetti di liti, dispetti, avidità ed invidia. L’interesse per la ricchezza soffoca tutti gli elementi dell’esistenza non monetizzabili, così da avere e condividere solo beni che sottintendono denaro. Infatti nella storia di Serafino, i parenti non sopportano vedere “sperperati” i soldi, dati in eredità al protagonista, in troppa generosità verso gli altri. Quindi lo incolpano di non saper amministrare denaro secondo i canoni che la famiglia si è imposta; questa accusa passa attraverso il tribunale, in quanto i parenti chiedono l’interdizione di Serafino, così da poter mantenere il controllo sui soldi. Ovviamente il film porta all’estremo l’argomento (per me c’è sempre una via di mezzo. . .), ma non mi risulta difficile immaginare situazioni simili ancora qualche decina di anni fa in zone altamente rurali.
Concludendo, viene dichiarata matta una persona solo per convenienza (in questo caso economica), solo perché ha un modo di vedere la vita diverso dalla comune ortodossia.
Qui la canzone (YouTube):
Introduzione del nuovo corso
Il blog è vivo! Almeno questa è la mia volontà. Non scrivo da tempo in questo spazio, preso e perso da mille imprevisti della vita: progetti che si annullano, altri si creano, altri si trasformano. Anche il blog, questo mio piccolo progetto, è cambiato dal primo post, almeno per il lavoro di creazione di contenuti, che non è più solo la presentazione di una canzone e di un video; spesso mi sono divertito a creare playlist, a cercare collegamenti, più o meno decenti, tra le varie canzoni, talvolta ho scritto d’istinto. A tutto questo ho pensato di includere un tema specifico anche legato alla musica, in alcuni speciali post. Non sarà la novità del secolo, però terrà compagnia il blog per un po' di tempo (imprecisato).
La serie si intitola “I Matti”, in senso lato s’intende!
Ed ora via, si inizia.